17/02/2014
275. DIO E IL COSMO di Elizabeth A. Johnson (Fordham University, New York - USA)
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ElizabethJohnson

Ai nostri giorni aumenta l’interesse per l’ecologia. I cambiamenti climatici, l’inquinamento, e l’estinzione di specie vegetali e animali fanno sì che ci interroghiamo sul danno che arrechiamo al mondo naturale...

Al centro della fede cristiana sta la verità che in Gesù Cristo Dio si è fatto essere umano per redimere il mondo. Il vangelo del giorno di Natale proclama questo fatto splendidamente: «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). La Parola è proprio l’autocomunicazione di Dio, pronunciata da tutta l’eternità. Carne significa ciò che è materiale, deperibile, vulnerabile, finito, l’esatto contrario di ciò che è divino.

Questa è l’affermazione profonda del vangelo: Dio ha assunto la materia. Natale celebra un dono radicale: il Dio tutto santo si è unito personalmente al nostro mondo di peccato e di sofferenza per salvarlo. Questa è la dottrina dell’incarnazione, dal latino in carne, “incarno”.

Le scoperte scientifiche hanno chiarito che la carne umana è parte della rete evolutiva della vita su questo pianeta, che a sua volta è parte del sistema solare, il quale venne all’esistenza come momento di una lunga storia cosmica. Questa consapevolezza della nostra storia naturale fornisce una nuova comprensione del significato cosmico della “carne” che la Parola è diventata...

Dal Big bang sono venute le stelle, dalla polvere di stelle è sorta la Terra e dalla materia della Terra è venuta la vita. Dalla vita e dalla morte di creature monocellulari è cresciuta una marea di creature: trilobiti, pesci, anfibi, insetti, fiori, uccelli, rettili e mammiferi, tra i quali sono emersi gli esseri umani – mammiferi con un cervello così complesso da sperimentare autoconsapevolmente intelligenza e libertà.

Secondo questa storia scientifica, ogni cosa è collegata a tutto il resto. Arthur Peacocke, scienziato britannico e teologo, spiega: «Ogni atomo di ferro nel nostro sangue non ci sarebbe se non fosse stato prodotto in qualche esplosione galattica miliardi di anni fa e, infine, se non si fosse condensato per formare il ferro della crosta terrestre da cui siamo venuti».

Letteralmente, gli esseri umani sono fatti di polvere di stelle... Comprendere la specie umana come parte intrinseca della materia planetaria e cosmica ha implicazioni di vasta portata per il significato dell’incarnazione. In questa prospettiva, la carne umana che è diventato il Verbo è parte del vasto corpo del cosmo...

Questo modo “profondo” di riflettere sull’incarnazione ci dà una prospettiva importante. Diventando carne il Verbo di Dio benedice tutta la realtà terrena nella sua dimensione materiale e, oltre a questa, il cosmo in cui la Terra esiste. Più che essere una barriera che ci allontana dal divino, questo mondo materiale diventa un sacramento capace di rivelare la presenza divina. Al posto del disprezzo spirituale per il mondo, ci alleiamo con il Dio vivente amando l’intero mondo naturale, parte della carne che il Verbo è diventato.

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Elizabeth A. Johnson, religiosa, è docente di teologia alla Fordham University di New York (Stati Uniti) ed è una rappresentante qualificata della teologia cattolica nordamericana. Ha edito presso la Queriniana Colei che è. Il mistero di Dio nel discorso teologico femminista, 1999 (GdT 262); Vera nostra sorella. Una teologia di Maria nella comunione dei santi, 2005 (GdT 313)].


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Traduzione dall'inglese della Redazione Queriniana
Forum teologico diretto da Rosino Gibellini
Editrice Queriniana, Brescia (UE)

Elizabeth A. Johnson 
COLEI CHE È
Il mistero di Dio nel discorso teologico femminista

Editrice Queriniana, Brescia 1999
Giornale di teologia 262
pagine 560

 



Elizabeth A. Johnson 
VERA NOSTRA SORELLA
Una teologia di Maria nella comunione dei santi

Editrice Queriniana, Brescia 2005
Giornale di teologia 313
pagine 640

 

 

 

 

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