Karl Rahner

Frammenti di spiritualità per il nostro tempo

Prospettive della fede
Prezzo di copertina: Euro 17,00
Prezzo scontato: Euro 14,55

Collana: Mosaico
ISBN 978-88-399-1705-8
Pagine: 280
Formato: 15 x 21 cm
Titolo originale: Chancen des Glaubens. Fragmente einer modernen Spiritualität
© 1973

In breve

Questo libro, che raccoglie conversazioni e prediche del teologo Karl Rahner, vuol essere una risposta alla domanda: come la Parola di Dio, 'sempre valida' può essere presentata all'uomo scettico e secolarizzato del nostro tempo?

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«Come ogni uomo, anche mio fratello Hugo dovette vivere in mezzo alle contraddizioni. In lui prevalse sempre l'uomo sullo studioso». Si tratta dell'incipit della commemorazione in memoria di Hugo Rahner, definito «un uomo ilare, solitario ma anche con un gran talento per la conversazione» fatta dal fratello Karl. L'intervento di Rahner è stato pubblicato in Italia da Queriniana nel 1973 nel volume "Frammenti di spiritualità". Karl Rahner mette in risalto, nel suo ricordo, i tratti più salienti del fratello, soffermandosi sulla sua passione per «la spiritualità di sant'Ignazio di Loyola» e la «teologia della predicazione». Nel suo intervento rammenta i grandi discorsi tenuti dal fratello ai Katholikentagen di Vienna e di Colonia, la sua «sincera amicizia» con lo psicanalista Jung. «Non c'è da meravigliarsi - si legge ancora nel testo - che una delle sue opere più riuscite sia il libretto sull' "uomo ilare", o che nei suoi studi patristici si soffermasse su particolari a prima vista molto trascurabili ma che per lui esprimevano qualche aspetto eterno dell'uomo». La parte finale della commemorazione pone l'attenzione sugli ultimi giorni di vita di Hugo Rahner e sulla accettazione della malattia. Il 1968 non è certo un "anno di grazia" per la teologia: anche Romano Guardini e Karl Barth muoiono a pochi mesi di distanza. «Karl Barth, che è morto non molto prima di lui e una volta gli mostrò, con fierezza, le proprie opere e gli scritti sorti intorno ad esse, - si legge nella parte finale del ricordo - ha detto che se gli angeli suonassero davanti al buon Dio suonerebbero Bach, ma se fossero al di sotto delle loro possibilità, suonerebbero Mozart. Hugo, l'uomo ilare, ha vissuto la propria vita più nello stile di Mozart che in quello di Bach. Anche in ciò che diceva poteva mostrarsi pieno di slancio ed entusiasta; ma non riusciva a darsi importanza o ad assumere un'aria particolarmente seria. Però c'era qualcosa dietro questa scorza».

F. Rizzi, in Avvenire del 18/12/2008, p. 26

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