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Elementi per una teologia delle religioni
Werner Löser

Elementi per una teologia delle religioni

Sguardi e passi oltre i confini

Prezzo di copertina: Euro 26,00 Prezzo scontato: Euro 24,70
Collana: Giornale di teologia 433
ISBN: 978-88-399-3433-8
Formato: 12,3 x 19,3 cm
Pagine: 256
Titolo originale: Bausteine für eine Theologie der Religionen. Blicke und Schritte über die Grenzen
© 2021

In breve

«In queste pagine esamino l’autocomprensione che la chiesa cristiana ha assunto in quanto appartenente al mondo delle religioni. Ne deriva una grande quantità di elementi costitutivi di una teologia cristiana delle religioni».

Descrizione

È passato più di mezzo secolo da quando, al concilio Vaticano II, con la dichiarazione Nostra aetate, la chiesa cattolica ha presentato in modo coerente e totalmente nuovo la sua visione del mondo delle religioni. Da un lato, essa stessa fa parte di quel mondo. Dall’altro, essa possiede una propria vocazione e collocazione: in quel mondo deve accettarsi e presentarsi come una realtà fondata sul (e dal) Dio uni-trino.
Ciò che il concilio ha proclamato non ha assolutamente perso attualità. Anzi, oggi i cristiani incontrano dappertutto persone che appartengono alle religioni più diverse. Ed è ancor più necessario di ieri capirle, rispettarle, vivere con loro nella pace. Nel medesimo tempo i cristiani si sentono spronati a comprendere più in profondità il proprio percorso di fede come chiesa, per poterlo poi rappresentare in modo più convincente anche di fronte agli altri, in chiave di testimonianza.
Proprio dall’autocomprensione della chiesa cristiana come appartenente al mondo delle religioni derivano gli elementi costitutivi di una teologia cristiana delle religioni.

Recensioni

L'autore di questo breve saggio, teologo gesuita, nella sua lucida Prefazione (pp. 5-7) lascia ben intendere la prospettiva dalla quale si pone a proposito della teologia delle religioni, che rappresenta, in questo momento storico per le Chiese, un cantiere sempre aperto sia per lo statuto epistemologico sia per il metodo di ricerca e il carattere interdisciplinare dei suoi contenuti.

Il testo è suddiviso in tre capitoli ed è corredato di una lunga Introduzione (pp. 9-24) e di una brevissima Postfazione (pp. 245-246). Nella prima si prende atto del fatto che l'elaborazione diuna possibile teologia delle religioni avviene sempre in una situazione concreta dal punto di vista della storia della Chiesa e del mondo, e che essa si avvale di molti elementi sociologici e antropologici che fanno parte del vissuto culturale e religioso delle singole tradizioni. Si è divenuti consapevoli, poi, del fatto che, nell'incontro con le culture e le religioni delle diverse regioni, la Chiesa acquista contorni nuovi. Non è poi sottaciuto che la storia delle relazioni tra le religioni è anche storia di lacrime e di sofferenza (cf. p. 22). Tuttavia, il dialogo resta l'atteggiamento fondamentale di ogni credente. Nella Postfazione è rimarcato il bisogno di sviluppare sempre di più il dialogo tra i cristiani, ormai presenti in tutto il mondo, e le persone di altre fedi e tradizioni religiose che coabitano sugli stessi territori, senza per questo rinunciare all'annuncio del Vangelo.

Il breve primo capitolo, La Bibbia come testimonianza e fonte di una teologia delle religioni (pp. 25-34), è dedicato alla tensione esistente già nel Primo e nel Secondo Testamento tra salvezza universale (Israele e i pagani) e la pretesa cristiana circoscritta nella persona di Gesù Cristo. Se, da una parte, la salvezza è stata offerta a tutti, dall'altra, è data solo per mezzo di Cristo (cf. Rm 3,25-26). Tuttavia, nel giudizio escatologico di Gesù, raccolto in Mt 25, è presente uno spazio sconfinato di salvezza: «Chi serve i più poveri, incontra in loro proprio Cristo che s'identifica con quanti hanno bisogno d'aiuto. In questo senso, il discorso del giudizio parla dell'offerta di salvezza universale di Dio, ma senza mettere in gioco anche la mediazione cristologica» (p. 33).

La parte più densa del saggio è presente nel capitolo secondo, Tracce nella storia della Chiesa e della sua teologia (pp. 35-172), che ha un carattere storico-critico e teologico-sistematico e ripresenta dati già acquisiti e ripetuti da ogni possibile manuale di teologia delle religioni, fino a favorire una sintesi dei recenti approcci a una teologia delle religioni (cf. pp. 155-172). Si considera il contributo dei padri della Chiesa, il dialogo tra cristiani ed ebrei, poi tra cristiani e musulmani, con riferimenti a Raimondo Lullo e a Niccolò Cusano, passando per la critica razionalista di Gotthld E. Lessing e la filosofia della religione di Georg W. F. Hegel, ripercorrendo anche le tappe più importanti del dialogo interreligioso attraverso il Concilio Vaticano II.

L'ultimo capitolo, Temi di una teologia delle religioni (pp. 173-243), si sofferma sul significato (identità e missione) della Chiesa come fondazione di Dio, sul tema della povertà e della libertà di religione e sui dialoghi ufficiali nella Chiesa cattolica. L'autore osserva che, nel dialogo tra le religioni, «rientra anche il fatto che il proprio punto di partenza è messo in discussione e non viene taciuto. Perquesto non è da escludere che esso, nel corso del dialogo, possa essere mutato, anzi c'è addirittura da aspettarselo» (p. 199). In fin dei conti, rileva Werner Löser, la religione manifesta, almeno sul piano fenomenico, la dimensione più profonda (la coscienza simbolica) del nostro venire al mondo e abitare socialmente in un determinato territorio.

Resta il problema di ulteriori distinzioni tra le religioni (abramitiche, orientali, primitive...) che esigono una comprensione nei loro contesti di origine e di sviluppo; da qui il bisogno di dialogo, affinché ci si comunichi la propria esperienza di fede, ascoltando il punto di vista dell'altro.


E. Scognamiglio, in Asprenas 1-2/2022, 225-226

Questo saggio, pubblicato in tedesco nel 2016, si aggiunge indubbiamente allo scaffale del cultore di teologia delle religioni e dialogo interreligioso, ma forse si presta meglio a essere un ottimo strumento per chi si inoltra per la prima volta in queste tematiche. Titolo e sottotitolo, infatti, rendono bene il carattere non esaustivo ("Elementi"), provvisorio e in evoluzione ("... per una teologia... ", "Sguardi", "passi'') dei materiali offerti dall' A. che dichiara di presentare «solo tracce dei percorsi che potrebbero essere fatti in questa teologia» (p. 6).

Il volume è articolato in tre capitoli di ampiezza molto diversa. Dieci pagine su LaBibbia come testimonianza e fonte di una teologia delle religioni (pp. 25-34), delle quali l'unica nota di originalità, rispetto a molte altre trattazioni simili, è il riferimento netto a Mt25,31-46, raramente considerato. «Qui è detto: chi fa la volontà di Dio appartiene alla comunità dei benedetti dal Padre. Inquesto modo è aperto uno spazio sconfinato. Chi serve i più poveri, incontra in loro proprio Cristo che si identifica con quanti hanno bisogno d'aiuto. In questo senso, il discorso del giudizio parla dell'offerta di salvezza universale di Dio, ma senza mettere in gioco anche la mediazione cristologica» (p. 33).

La parte più consistente è quella storica (pp. 35-173), seguita dall'ultima, più sistematica, Temi di una teologia delle religioni (pp. 173-244). Un pregio dell'ampio percorso storico è quello di fare «ricorso a citazioni abbastanza lunghe» (p. 6), scelta che offre l'opportunità di un contatto diretto con una serie di testi fondamentali, alcuni meno citati in percorsi simili, come l’Omelia di Pasqua di Melitone di Sardi adversus Judaeos (pp. 43-44); due testi poco citati di Balthasar, Rivendicazione di cattolìcità (pp. 153-154) e Il cristianesimo e le religioni universali, del 1979, (pp. 207-212); o parte del documento della Federazione delle conferenze episcopali asiatiche (Fabc) del 1982 che introduce il concetto di «doppia appartenenza» religiosa (pp. 169-171). Lo stile della trattazione segue una scansione sempre uguale: elementi del contesto storico-culturale, autori e testi, brevi considerazioni finali.

Il percorso complessivo attraversa le tappe generalmente presenti in saggi sul medesimo tema e, in questo senso, può essere interessante evidenziare accentuazioni e assenze. Ottima l'accentuazione su cristiani ed ebrei e cristiani e musulmani nel primo medioevo (pp. 47-57 e 58-67) con un approfondimento su La lotta contro gli ebrei nella Spagna visigota (pp. 53-54) e Persecuzioni degli ebrei all'epoca delle crociate (pp. 56-58). Nell'incontro con l'islam, insieme al Damasceno, vengono citati (pp. 63-64) i meno noti Teodoro Abucara (750-820/25) e Niceta di Bisanzio (IX-Xsecolo), autore quest'ultimo di La confutazione del libro scritto dall'arabo Maometto (PG 105,669 A-805 D). Prevedibile, considerando l'A., è la buona trattazione delle religioni nell'epoca dell'illuminismo e dell'idealismo tedesco (pp. 92-106), dove dopo Lessing e Kant viene presentato l'importante contributo di Hegel a partire dalle Lezioni sulla fìlosofia della religione (1832) nelle quali il pensatore di Jena tratta di moltissime religioni, eccetto l'islam (p. 105). Nell'ultimo tratto del percorso storico si accenna alla teologia interculturale (p. 155), al concetto della "doppia appartenenza" (pp. 169-170) e alla teologia comparativa (pp. 171-172). Troppo scarno è, a nostro avviso, il capitolo - tre pagine! - sul XVIsecolo che tralascia la grande spinta missionaria e figure come Matteo Ricci e Roberto De Nobili (pp. 89-92), non creando quel legame fruttuoso tra riflessione missionologica e teologia delle religioni. Alcune assenze inaspettate sono quella di san Francesco d'Assisi e del suo "stile" di presenza tra i musulmani consegnato alla Regola non bollata, inomi di H. de Lubac e, soprattutto, di J. Daniélou, e la menzione dell'incontro interreligioso ad Assisi del 27 ottobre 1986.

I terni esplorati nella terza parte sono tre: la chiesa,le religioni e il dialogo. Il capitolo ecclesiologico ha il pregio della sintesi e della completezza dei versanti affrontati, sostanzialmente sulla scia del dettame del Vaticano II: la natura teologica della chiesa; la cattolicità, chiesa e vera religio, l'assolutezza del cristianesimo, l'assioma extra ecclesia nulla salus e la libertà religiosa. Il paragrafo Teologia delle religioni (pp. 198-219), articolato in tre momenti, Concatenazioni, Distinzioni, valutazioni, presenta come elemento di originalità un ingresso antropologico al tema (Concatenazioni,pp. 199-204) che delinea la dignità della persona umana come base e orizzonte della riflessione cristiana sulle religioni poiché è nel suo «essere-debitore orizzontale che si manifesta un essere-debitore verticale» (p. 202). I tre percorsi sottolineati dall'A. per una teologia delle religioni sono 1) la priorità del rapporto chiesa e Israele; 2) la questione della salvezza ma soprattutto 3) la domanda sulla verità (p. 218), quest'ultima esplorata con un'ampia citazione di M. Seckler. Il capitolo sul dialogo presenta l'originalità di descrivere - e quindi di esplicitare la necessità di una differenziazione e di prospettive contestuali del suo attuarsi - cinque dialoghi specifici con utili brevi considerazioni su ciascuno: 1) ebrei e cristiani (pp. 225-228); 2) islamo-cristiano (pp. 228-232); 3) con l'induismo (pp. 232-235); 4) con il buddhismo (pp. 235-237); 5) con le religioni tribali africane (pp. 237-240).

L'apporto principale del volume è quello di una ricca panoramica storica dai primi secoli cristiani fino ai recenti approcci, con una buona sintesi del Vaticano II (cap. 12) e del periodo postconciliare (cap. 13). Tra i temi manca quello della mediazione cristologica che è centrale per una teologia delle religioni. I cinque dialoghi differenziati descritti (pp. 224-240) costituiscono forse le prospettive più feconde per la ricerca teologica, insieme alla teologia interculturale (p. 155) e a quella comparativa (p. 171) solamente accennate. Infatti, questi scenari interpellano e si radicano in contesti e ambiti teologici diversi da quello europeo del quale questo saggio è l'ennesima sintesi, pregio e limite al contempo.


G. Osto, in Studia Patavina 2/2022, 382-384

Il nostro mondo che cammina a un passo accelerato ha sperimentato nell'ultimo secolo – e sempre più negli ultimi decenni – una realtà molto nuova: quella della compresenza intensa e crescente di persone di diverse fedi religiose. Viviamo, specie in Occidente, in una società plurale, dove il pluralismo è culturale e religioso al contempo. Questa pluralità ci sfida – secondo il gesuita Werner Löser, autore del volume Elementi per una teologia delle religioni. Sguardi e passi oltre i confini per Queriniana Editrice – «a comprendere più profondamente il nostro percorso di fede, che facciamo nella chiesa e con la chiesa, in modo da poterlo poi rappresentare in modo convincente di fronte agli altri». L'obiettivo del libro è esattamente quello di delineare le vie che i cristiani hanno seguito nella storia quando si sono incontrati/scontrati con le persone di altre religioni. 

Per attualizzare questa presa di coscienza, l'a. parte da una considerazione biblica, dove il testo fondante della fede fede giudeo-cristiana è visto nell'ottica di «testimonianza e fonte di una teologia delle religioni». La sacra Scrittura, sia nell'AT e nel NT, propone «una cornice dentro la quale anche la chiesa deve cercare e trovare la sua strada camminando nella storia, nelle sue situazioni di volta in volta concrete e di fronte a interlocutori concreti di altre religioni».

Interpellata da questa non indifferenza verso l'altro inculcata dalla Bibbia, la chiesa ha vissuto varie fasi fiorenti (e non) di incontro/scontro con l'alterità religiosa. Giustino vede nel mondo, soprattutto quello filosofico, semi e germi del Logos prima della rivelazione cristiana. Clemente alessandrino vede nella filosofia come un altro antico testamento per i greci che li prepara a Cristo. 

L'a. attraversa la storia vedendo i momenti di alti e bassi nella considerazione dell'alterità religiosa. La varietà, i successi e i fallimenti della "retrospettiva" proposta dall'a. costituiscono delle risorse che permettono di riflettere sulla natura della teologia delle religioni e di giungere a delle riflessioni sistematiche e ai temi specifici della teologia delle religioni. 

Il movimento del libro – che potrebbe essere nella sua panoramicità un sintetico manuale introduttivo alla storia della teologia delle religioni – verte continuamente sulla necessità dell'ascolto e del dialogo. L'a. evidenzia sovente come tale esigenza dialogica non soltanto faccia parte della natura stessa della fede cristiana, ma che è anche pragmaticamente necessaria «per trovare e percorrere, in nome della pace, vie che sono caratterizzate da reciproca conoscenza e rispetto». L'a. ci avverte, però, che tale spinta dialogica non deve essere a discapito del mandato missionario perché le parole del Signore restano sempre valide: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Questo lodevole epilogo "prescrittivo" esprime l'equilibro del testo anche nelle sue parti descrittive.


R. Cheaib, in Theologhia.com 14 dicembre 2021

Quale autocomprensione la Chiesa cristiana ha dovuto assumere per la sua appartenenza al mondo delle religioni. P. Werner Löser è un gesuita tedesco, teologo e già assistente di Karl Lehmann a Friburgo.
Con Queriniana, nella nota e apprezzata Collana «Giornale di Teologia», pubblica questo testo al n. 433.
«Nelle pagine di questo testo – scrive il teologo tedesco – si tratta essenzialmente di delineare le vie che i cristiani hanno seguito nel corso della loro storia quando si sono incontrati con persone di altre religioni. In ogni epoca essi gettato i loro sguardi oltre i propri confini nel mondo delle religioni e hanno fatto comunque passi in direzione di esse».
Il testo è indicizzato in un’ampia introduzione e 3 sezioni con dettagliati sottoparagrafi:
Introduzione
1. La Bibbia come testimonianza e fonte di una teologia delle religioni.
2. Tracce nella storia della chiesa e della sua teologia.
3. Temi di una teologia delle religioni.
«Oggi i cristiani – evidenzia p. Werner Löser – incontrano dappertutto persone che appartengono alle religioni più diverse. Ed è ancora più necessario di ieri capirle, rispettarle, vivere con loro nella pace. Nel medesimo tempo i cristiani si sentono spronati a comprendere in profondità il proprio percorso di fede come chiesa, per poterlo poi rappresentare in modo più convincente anche di fronte agli altri, in chiave di testimonianza».


G. Ruggeri, in RecensionediLibri.it 14 giugno 2021