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Il vangelo di Marco
Eugen Drewermann

Il vangelo di Marco

Immagini di redenzione

Prezzo di copertina: Euro 42,00 Prezzo scontato: Euro 39,90
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Collana: Biblioteca di teologia contemporanea 78
ISBN: 978-88-399-0378-5
Formato: 16 x 23 cm
Pagine: 592
Titolo originale: Das Markusenvangelium. Bilder von Erlösung
© 1994, 20156

In breve

Nell'ampia e puntuale Introduzione, Drewermann spiega che la tragedia della vita umana consiste nel fatto che la nostra esistenza è rinchiusa nel ghetto dell'angoscia. Nel Commentario al Vangelo di Marco intende dimostrare che è possibile abbattere i muri di questo ghetto per attingere una libertà ed un'apertura di vita ottenibili nella fiducia assoluta in Dio. L'opera più suggestiva e più letta del controverso teologo, nata dalla sua attività di predicazione domenicale.

Descrizione

Il Vangelo di Marco, il più breve dei quattro vangeli, mette in scena la lotta tra il Regno di Dio e la potenza del male. È un conflitto che tocca direttamente l'uomo di oggi, quando sappia rileggere i testi antichi con gli strumenti nuovi della psicanalisi e della storia delle religioni. Si ritrova allora l'uomo diviso, lacerato dalle forze inconsce (dai 'demoni') e che esita tra angoscia e fede. Questo Commentario al Vangelo di Marco apre la via al superamento del sentimento d'inconsistenza che schiaccia così frequentemente l'essere umano.
Il Commentario si apre con una vasta e importante Introduzione — che è giudicata tra le pagine più felici di Drewermann — nella quale confluisce l'analisi della tragedia umana, che l'Autore ha svolto nella sua prima opera Strutture del male (3 voll., 1977-1978), in cui analizzava la storia jahvista delle origini dal punto di vista esegetico, psicanalitico e filosofico.
All'Introduzione — riprodotta integralmente — segue il Commentario al Vangelo di Marco, riprodotto in traduzione italiana nelle principali pericopi più espressive del nuovo metodo, indicate dallo stesso Autore: in esso tramite le immagini di redenzione contenute nel Vangelo si mostra come sia possibile aprire una breccia nel ghetto dell'angoscia per attingere nella fiducia in Dio libertà e pienezza di vita.
Per Drewermann, «ogni testo religioso è come una finestra che dà sull'eternità». Aprirla vuol dire imparare a capire e a percepire la vita umana, pur nella sua tragicità, come un “viaggio nell'infinito».

Recensioni

«Uno dei pregi della lettura di Eugen Drewermann della Scrittura è proprio il tentativo sensibile che cerca di unificare la scienza biblica alla scienza psicologica (psicologia jungiana del profondo per essere precisi) permettendo al lettore del testo sacro di leggersi nel testo. Non bisogna nascondere il pericolo celato nella riduzione a schematismi psicologici del testo sacro. Si ha l’impressione che a volte si confondono salvezza e salute. Ma bisogna riconoscere la validità dell’intuizione di Drewermann nel far parlare il testo anche nel gergo psicologico e di guarigione attraverso la parola sacra. Un esempio eloquente dell’impresa di Drewermann è il volume pluri-tradotto e ripetutamente riedito: Il vangelo di Marco. Immagini di redenzione. Nelle pagine di quest’imponente opera riscontriamo il continuo lavoro di superamento del semplice approccio filologico per far risuonare nel testo la Parola e preparare il terreno all’incontro religioso. La presa di coscienza della dimensione personale del testo sacro, apre il lettore spontaneamente e simultaneamente alla propria realità intima e personale, al suo bisogno di guarigione e trasformazione. Il vangelo di Marco per Drewermann presenta, come allude il sottotitolo del volume, delle esperienze e delle immagini di redenzione. Ciò che si respira già agli albori della Bibbia – ovvero "l’esperienza di totale necessità di redenzione dell’uomo e della storia umana" – diventa nel NT "il punto di partenza e la conseguenza di tutte le esperienze e le riflessioni sulla persona del Cristo", e su questo tema, secondo l’A. il vangelo di Marco è "la testimonianza più originale". Il vangelo di Marco ci proietta dall’inizio nella lotta di Gesù contro il maligno, ci mostra il mondo come un terreno conteso tra le forze della costruzione o della distruzione, tra la salvezza o la dannazione. A quest’atmosfera, l’A. applica il contributo della psicologia del profondo di Jung per analizzare il vissuto dell’uomo sulla griglia della parola evangelica».


R. Cheaib, in www.theologhia.com 9/2015