Disponibile
Salvezza mediata
Felix Körner, Wolfgang Thönissen (edd.)

Salvezza mediata

Martin Lutero e i sacramenti

Prezzo di copertina: Euro 30,00 Prezzo scontato: Euro 28,50
Collana: Giornale di teologia 421
ISBN: 978-88-399-3421-5
Formato: 12,3 x 19,3 cm
Pagine: 320
Titolo originale: Vermitteltes Heil. Martin Luther und die Sakramente
© 2019

In breve

Edizione italiana a cura di Angelo Maffeis

Contributi di: Theodor Dieter; Michel Fédou; Jari Jolkkonen; Kurt Koch; Angelo Maffeis; Gerhard Müller; Friederike Nüssel; Jorge A. Scampini; Wolfgang Thönissen; Stefan Tobler; Etienne Vetö.

Descrizione

Per tanto tempo, sia da parte cattolica che da parte evangelica, si è ritenuto che Martin Lutero avesse eliminato i sacramenti come mezzi efficaci di salvezza.
Da circa cinquant’anni, però, il dialogo luterano-cattolico ha evidenziato che il «solo per grazia, nella fede nell’azione salvifica di Gesù Cristo» non va compreso come esclusione dei sacramenti della chiesa, ma come una totalità, fondata sulla Scrittura, costituita da giustificazione, fede, sacramenti e ministero. Cattolici e luterani hanno così imparato, insieme, a superare i pregiudizi tramandati e le controversie che ne sono derivate. Oggi, insieme, possono imparare a comprendere – in una rilettura ecumenica – le richieste della teologia di Lutero.
I contributi qui raccolti si basano sulle relazioni tenute durante un convegno internazionale svoltosi a Roma e organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana, dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e dal Johann-Adam-Möhler-Institut, in occasione della commemorazione dei cinquecento anni dall’inizio della Riforma.

Recensioni

II volume raccoglie gli Atti del Convegno internazionale «Lutero e i sacramenti», che si è svolto presso la Pontificia Università Gregoriana dal 26 febbraio al 1 marzo 2017, in occasione del quinto centenario della Riforma. L'iniziativa è stata organizzata congiuntamente dal Pontificio consiglio per la Promozione dell'unità dei cristiani, dalla Facoltà di Teologia della Gregoriana e dall'Istituto Johann Adam Mohler per l'Ecumenismo di Paderborn. Il simposio non ha avuto solo un intento celebrativo, come a volte accade nelle commemorazioni di eventi storicamente significativi. Lo dimostrano il tempo richiesto per la sua preparazione (3 anni di lavoro) e il numero dei partecipanti (circa 250 presenze). Il convegno, da una parte, ha voluto presentare lo status questionis sulla teologia sacramentaria di Lutero (come Lutero ha compreso i sacramenti e come la teologia riformata e quella cattolica comprendono oggi il suo pensiero?). Dall'altra, ha voluto mettere in evidenza gli stimoli che la produzione teologica di Lutero può ancora offrire al cammino ecumenico delle Chiese, su di un tema - quello dei sacramenti - cruciale non solo in una prospettiva storica (la Riforma prese avvio proprio dalle critiche mosse da Lutero nei confronti di alcuni aspetti della prassi penitenziale della Chiesa del suo tempo), ma decisivo anche per l'oggi, come dimostrano i dialoghi ecumenici svoltisi, negli ultimi decenni, fra la Chiesa cattolica e le Chiese luterane.

Il vero merito del simposio sta nel superamento di alcuni luoghi comuni che, per secoli, si sono imposti, tanto in ambito cattolico, quanto in ambito riformato, in relazione a una presunta de-sacramentalizzazione della Chiesa, avviata da Lutero. In realtà, grazie agli studi degli ultimi cinquant'anni, i contributi raccolti nel presente volume mostrano che, in Lutero, il principio del sola Scriptura non significava in alcun modo un rifiuto o una marginalizzazione dei sacramenti, ma un rinnovamento della loro comprensione e della loro celebrazione, nello spirito del vangelo.

Entrando nello specifico, gli undici contributi raccolti in questo volume, prendendo direttamente le mosse dagli scritti di Lutero, si propongono di esporre la sacramentaria generale e la teologia del battesimo, dell'eucaristia, della penitenza e dell'ordine sacro del riformatore di Wittenberg. La scelta compiuta tanto dagli organizzatori del convegno, quanto dai curatori del volume è quella di dare spazio a «due voci» per ogni argomento: una luterana e una cattolica. La prima si sofferma maggiormente sulla ricostruzione del contributo offerto da Lutero sul tema in esame, con una disanima dei testi davvero approfondita ed estremamente preziosa. La seconda predilige una lettura ecumenica: in che rapporto sta il contributo di Lutero con la comprensione che la Chiesa cattolica ha dei sacramenti? In che modo la teologia di Lutero ha inciso sulla teologia cattolica del nostro tempo? Quali ulteriori passi in avanti gli scritti di Lutero invitano le Chiese a compiere?

Ciò che, dalla lettura dei contributi, balza maggiormente agli occhi è la recezione che, dal concilio a oggi, la teologia sacramentaria cattolica ha fatto di tante intuizioni della riflessione di Lutero. Richiamiamo gli elementi più evidenti: la centralità del soggetto, tipica della modernità (GS 3), e la nozione di riforma (cf. LG 8); la centralità della fede (SC 59) e i doni che il battesimo elargisce al credente (l'accesso diretto a Dio e la libertà da ogni condizionamento esterno: LG 31); la comprensione del sacramento della penitenza come annuncio della misericordia di Dio (LG 11) e la sottolineatura della pace che esso porta alla coscienza del credente; la natura comunitaria dell'eucaristia (SC 27) e l'estensione del calice ai laici (SC 55), la priorità del sacerdozio comune (LG 10) e la funzione ministeriale svolta da chi è rivestito dell'ordine sacro (Ivi).

Detto questo, bisogna però riconoscere che, in relazione alla teologia dei sacramenti, il cammino ecumenico da compiere è ancora lungo. Molte sono ancora le questioni dibattute, soprattutto in relazione al ministero ordinato. Si pensi, ad esempio, alla sacramentalità dell'ordine, alla sua tripartizione, alla comprensione del ministero episcopale, alla necessità di un servizio di unità per la Chiesa universale, all'ordinazione delle donne. Nonostante ciò, riteniamo che la teologia di Lutero abbia qualche spunto da offrire alla Chiesa cattolica proprio in relazione a questo argomento e, specificamente, all'identità e al servizio del ministro ordinato, un tema che, ormai da decenni, in casa cattolica, attraversa una crisi senza precedenti. Perché non pensare, ad esempio, con Lutero, il presbiterato come il servizio della «pura proclamazione del vangelo in parola e sacramento» (p. 207)? Definire con questa nettezza il ministero del prete contribuirebbe ad alleggerirlo da tante incombenze che, col tempo, gli sono state affidate, benché non sempre aderenti alla sua missione.


F. Badiali, in Rivista di Teologia dell’Evangelizzazione 48 (2020) 509-511

Sono sufficienti solo cinquant’anni di dialogo (1967-2017) per convertire un immaginario formatosi in quattrocentocinquant’anni (1517-1967)? La sproporzione tra i due archi temporali suggerisce una risposta negativa alla questione. La trasformazione di un immaginario è, infatti, processo lento e complesso. « Per 500 anni Martin Lutero è stato considerato dai cattolici un eretico e uno scismatico. Da parte sia cattolica che evangelica si è conservata a lungo la convinzione che Martin Lutero, dopo il primo conflitto con la chiesa, avrebbe abolito i sacramenti come mezzi efficaci di salvezza »: questo è l’energico incipit della prefazione dei curatori (p. 11), ripreso anche all’inizio dell’ultimo contributo (p. 275).

Il volume presenta, in traduzione italiana, gli atti – pubblicati in tedesco e inglese nel 2018 – del simposio Lutero e i sacramenti, organizzato a Roma nel 2017 presso la Pontificia Università Gregoriana promotrice dell’iniziativa insieme all’Istituto J.A. Möhler di Paderborn e al Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Tale convegno è forse stato uno degli eventi piú rilevanti per la ricerca teologica, all’interno del ricco programma di iniziative in occasione dei 500 anni dalla riforma luterana. Guardando in avanti, « viene spontaneo pensare che nel 2030 il giubileo della Dieta di Augusta e della Confessio Augustana allora proclamata venga celebrato almeno con la stessa profonda comunione ecumenica del giubileo della Riforma del 2017 » (p. 44): questo l’auspicio del card. Koch.

Allo sforzo di rendere fruibili i frutti di tale appuntamento ai lettori italiani va il nostro plauso all’editore e al curatore, augurandoci di trovare nei prossimi anni qualche traccia negli insegnamenti e nelle pubblicazioni di teologia sistematica, soprattutto in ambito sacramentario ed ecclesiologico, che spesso non brillano per aggiornamento e sensibilità ecumeniche. Circa la teologia dei sacramenti, infatti, a volte si confondono le accentuazioni luterane con quelle riformate (Zwingli, Calvino) e viceversa (cf. E. Jüngel, Segni della Parola. Sulla teologia del sacramento, Cittadella Editrice, Assisi 2002). L’ampia disamina cattolico-luterana offerta dal saggio è, dunque, un’ottima opportunità di approfondimento, di aggiornamento e di confronto con altre sensibilità e prospettive sui sacramenti inerenti alla galassia delle chiese e comunità della Riforma.

Il titolo del volume pone sul tavolo la grande categoria di mediazione che attraversa tutto il mistero cristiano (cf. pp. 244-245, 249-253), ma che richiede sempre una sua qualificazione e declinazione precise, offerte dagli aggettivi che possono seguire tale vocabolo (cristologica, testimoniale, sacramentale…). Gli undici contributi pubblicati si collocano nell’alveo della riflessione teologica tout court e, pur non essendo frutto di una commissione congiunta di dialogo teologico ecumenico, è opportuno inserirli nella scia di alcuni importanti documenti di esso, come L’eucaristia (1978); Martin Lutero. Testimone di Gesú Cristo. Dichiarazione (1983), la piú nota Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione (1999), in modo particolare il documento in preparazione al 2017, Dal conflitto alla comunione (2013) e, infine, la Dichiarazione in cammino. Chiesa, ministero ed eucaristia (2015), in ambito statunitense. La trattazione dei sacramenti viene affidata a due voci, una luterana e una cattolica: battesimo (S. Tobler-A. Maffeis); penitenza (T. Dieter-M. Fédou); eucaristia (J. Jolkkonen-J.A. Scampini); ministero (F. Nüssel-E. Vetö). Incorniciano i quattro dialoghi, prima una relazione del card. K. Koch, La Riforma e la chiesa cattolica (pp. 15-48) e, alla fine, due interventi, Chiesa come luogo della giustificazione del card. G. Müller (pp. 255-275) e Tridentino, Vaticano II e Lutero. Recezione implicita ed esplicita, di W. Thönissen (pp. 275-304).

Il curatore italiano descrive bene uno degli orizzonti complessivi di lettura dei contributi sui temi trattati che devono essere « compresi in modo documentato e differenziato, senza cedere a semplificazioni e schematizzazioni motivate da ragioni ideologiche o, semplicemente, da una conoscenza del tutto inadeguata delle fonti storiche » (pp. 5-6). Ad esempio, la sola presenza di un’ampia trattazione della penitenza fa evaporare lo stereotipo diffuso della sua abolizione da parte di Lutero, cosa sconfessata “visibilmente” dal famoso trittico di L. Cranach nella chiesa di S. Maria a Wittenberg che raffigura: battesimo, eucaristia – scelta come copertina del libro italiano – e penitenza. In tale contesto affiora anche la questione delle indulgenze e M. Fédou, a tal riguardo, riprende la proposta – almeno lessicale! – di B. Sesboüé di « rinunciare a questo termine » (p. 133), troppo “inquinato”, preferendo un termine piú biblico « come quello di benedizione, misericordia o benevolenza divina gratuita » (p. 133).

Emerge in modo energico la centralità del battesimo perché per Lutero « la vita cristiana altro non è che un battesimo quotidiano » (p. 51), nella struttura fondamentale di promissio e fides (pp. 59-66), è proprio « l’integrazione della fede tra gli elementi costitutivi del sacramento l’innovazione piú significativa » (p. 84). Le “classiche” questioni sollevate da Lutero sull’eucaristia riguardano il tema della presenza reale, la categoria di transustanziazione, il carattere sacrificale (pp. 192-193), e la documentata e articolata trattazione dei due contributi le sviscera con una dovizia di precisazioni e approfondimenti che, nel tempo, dovrebbero attivare una revisione di « una presentazione apologetica del carattere sacrificale e della presenza reale di Cristo nelle specie del pane e del vino. Molte generazioni di cattolici furono formate in base a questo approccio, conoscendo le tesi da condannare e la risposta data a quegli errori » (p. 178). Infine, « l’ostacolo principale per la comunione fra i cristiani evangelici e cattolici nella celebrazione dell’eucaristia e della cena consiste nella diversa comprensione del ministero » (p. 232), questa la conclusione del contributo luterano. E. Vetö, docente alla Gregoriana, in seguito afferma che « è attraverso l’esercizio prioritario non del sacerdozio ministeriale ma del sacerdozio comune che la chiesa compie la sua missione nel mondo. Per questa bella verità, la chiesa cattolica romana deve ringraziare Lutero e la Riforma per averla aiutata in un modo decisivo a comprendere pienamente la bellezza e la verità di questa realtà » (p. 240).

Sono assai numerose le questioni affrontate nel saggio che si pone piú come un ulteriore punto di partenza che di arrivo, come ben suggerito dalle conclusioni di ogni contributo che con precisione indicano i molti temi che richiedono ulteriore studio e approfondimento, processi indubbiamente favoriti da un tale contributo.


G. Osto, in Studia Patavina 67 (2020) 3, 555-558

Il volume raccoglie contributi basati sulle relazioni presentate in un convegno organizzato congiuntamente da cattolici e luterani nel 2017 per la commemorazione dei cinquecento anni dall’inizio della Riforma, dal titolo “Lutero e i sacramenti. Una rilettura cattolica in una prospettiva ecumenica. Il tema viene affrontato mettendo in primo piano da una parte i sacramenti di battesimo, eucaristia, confessione e ordinazione, dall’altra il ruolo della Chiesa. L’interesse dei testi è dovuto alla relativa novità dello sforzo di comprensione reciproca dimostrato dalle chiese cattolica e riformata, non precedente al secolo scorso, e alla considerazione che anche i cattolici rivolgono da pochi decenni a Lutero come teologo, al di là delle intemperanze linguistiche dei suoi scritti, caratteristiche di un’epoca di contrapposizioni fortissime. Fra tutte le considerazioni, una delle più efficaci proviene dal finlandese Jari Jolkkonen, per il quale “Lutero potrebbe comunque essere definito un cattolico riformato”.


S. Valzania, in Radio InBlu – La Biblioteca di Gerusalemme 16 maggio 2020

La Riforma protestante ha come suo tema centrale il rapporto tra la sola Gratia «nella fede nell’azione salvifica di Gesù Cristo e i sacramenti»: non a caso le 95 Tesi, autentica scintilla che divampò l’incendio del decennio successivo, ha al suo fondo la problematica di come il credente incontra nella Chiesa il perdono dei peccati. Il vol. raccoglie i contributi di un congresso tenuto presso la Pontificia università gregoriana, organizzato congiuntamente dal Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e dal Johann-Adam-Möhler-Institut nel 2017 in occasione del V centenario della Riforma: un’occasione da parte dei cattolici e dei luterani per approfondire, in una comune riflessione ecumenica, le ragioni teologiche del monaco agostiniano Martin Lutero.


D. Segna, in Il Regno Attualità 2/2020, 33

Consigliati