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Virtù della imperfezione
Alexis Jenni

Virtù della imperfezione

Prezzo di copertina: Euro 9,00 Prezzo scontato: Euro 8,55
Collana: Meditazioni 265
ISBN: 978-88-399-3265-5
Formato: 11 x 20 cm
Pagine: 96
Titolo originale: Vertus de l’imperfection
© 2021

In breve

«La perfezione è uno stato che non ha alcun senso, uno stato che non ha alcun essere neanche in potenza. Il corpo è, la perfezione non è».

Descrizione

Massima efficienza sul posto di lavoro, culto del corpo sano e senza difetti, corsa a risultati sempre più straordinari: siamo tutti tesi a raggiungere la perfezione. Si potrebbe dire: un ideale neo-puritano – imposto al nostro corpo, ma non solo – ci spinge a squalificare ciò che perfetto non è. Dinanzi a quest’ansia da prestazione Alexis Jenni ci ricorda, in un testo incisivo e sognante, quanto i nostri limiti siano la caratteristica più propria dell’umanità. L’essere imperfetto è l’essere vivente. Il difetto è il luogo della nostra ricchezza interiore e relazionale: ecco perché un elogio dell’imperfezione. Mobilitando rinomati autori spirituali, film di fantascienza geni come Leonardo da Vinci e campioni sportivi come Neymar, ma anche grandi filosofi e poeti, Jenni mostra che la grazia dell’umanità è vivere l’imperfezione.

Recensioni

La perfezione a tutti i costi alimentando ansia da prestazione.
Alexis Jenni è un docente francese di scienze naturali insegnando a Lione nella scuola superiore dei Gesuiti.
Grazie a Queriniana pubblica questo testo alquanto interessante sia per il tema sia per come è affrontato.
«Dov’è la perfezione? Non c’è mai. E, malgrado tutto, le troviamo sempre qualche scusa. Forse non abbiamo fatto tutti gli sforzi necessari, o non abbiamo fatto abbastanza sforzi, o non li abbiamo fatti abbastanza a lungo: forse perché non è possibile, perché la perfezione non esiste su questa Terra; perché l’Uomo, povero peccatore, non può raggiungerla, e nemmeno concepirla, lo si dice sempre con un sorriso modesto, con una lieve confessione di impotenza che dissimula a fatica la fantasticheria di giungervi, o addirittura il sogno di essere nella perfezione».
Il testo è suddiviso in 25 paragrafi snelli e agili, di facile e immediata lettura. Ne riporto alcuni: da Il falso difetto all’autismo come perfezione; dall’Instabile, quindi durevole a Macchine che parlano alle macchine; dal Tempo perso all’amore si nutre di imperfezioni.
«Giustifichiamo l’irraggiungibile – precisa l’Autore – adducendo la nostra debolezza, ma bisognerebbe piuttosto prendere sul serio l’idea che la perfezione non esista. Non perché il mondo sia difettoso, o perché siamo povere creature che non ne sarebbero degne: la perfezione non esiste perché non esiste, perché è uno stato che non ha alcun senso, uno stato che non ha alcun essere, nemmeno in potenza. Il corpo è; la perfezione non è. Non bisogna far di tutta l’erba un fascio. Il vero è, al fianco del reale; e la fantasticheria non è, anche se talvolta è gradevole sognarla».


G. Ruggeri, in RecensionediLibri.it 20 luglio 2021