15/11/2023
547. COME NASCE UNA RIVISTA? 1963 - 2023 di D. Piazzi e S. Sirboni
Ingrandisci carattere Rimpicciolisci carattere

Sessant’anni fa, sulla scia dei dibattiti innescati dal Concilio e da Sacrosanctum Concilium, nasceva la Rivista di pastorale Liturgica, ancora viva e vegeta e sempre attenta al rinnovamento liturgico e pastorale della Chiesa. La ricordiamo in questo blog, con le parole di due membri storici della sua Redazione: don Daniele Piazzi e don Silvano Sirboni.

 

 

 

L’indizione del concilio aveva acuito l’interesse per la liturgia, anche se pochi potevano prevedere quello che sarebbe successo solo nel campo liturgico. Si auspicava, in genere, un poco più di lingua italiana, specie nella “Messa dei catecumeni”, ovvero nella liturgia della Parola. Tra i più convinti fautori del nuovo periodico, posso annoverare, oltre a p. Bevilacqua e mons. Bondioli, anche l’ambrosiano mons. Enrico Cattaneo, storico della liturgia, molto attento alla sua dimensione pastorale, generoso nei consigli, disinteressato nelle proposte. In un secondo momento si unirono don Virgilio Noè e don Luigi della Torre, due notevoli personalità, assai diverse per sensibilità e formazione. Il primo sarà cardinale, dopo essere stato cerimoniere di Paolo VI, inaugurando le celebrazioni pontificie con i nuovi riti e il nuovo spirito. Il secondo si sarebbe imposto come impareggiabile divulgatore creativo della riforma liturgica.

Gli accesi dibattiti del Concilio, proprio sulla liturgia, convinsero a passare all’azione, con tempestività. E così, poco prima dell’approvazione della Sacrosanctum Concilium, esce il primo numero, con data «Novembre 1963», con uno spiegamento invidiabile di nomi di collaboratori di alto profilo e con una presentazione del cardinal Lercaro, arcivescovo di Bologna ed esponente di punta del rinnovamento liturgico. La Rivista sarà impegnata nei primi anni a seguire, spiegare, applicare, le innovazioni liturgiche con tempestività e attenzione alla pastorale.

Fra i collaboratori più convinti dei primi tempi, bisogna ricordare monsignor Enzo Lodi, espressione del gruppo bolognese. Don Luigi Della Torre, sensibilissimo ai problemi dell’inculturazione, padre Falsini quale memoria storica della Costituzione Liturgica, il Canonico Mario Mignone, attento alla concretezza della pastorale parrocchiale. Ma bisognerebbe continuare l’elenco di collaboratori convinti, preparati, che hanno dato il loro contributo alla nostra rivista, considerata una guida affidabile per l’applicazione della riforma liturgica.

Sono passati 60 anni di post concilio, di rinnovamento liturgico tra luci e fatiche, e RPL è ancora qui a disegnare non solo un recente passato ma un possibile futuro della riforma conciliare: divulgare la teologia di SC che illumina una nuova pastorale; mettersi alla scuola dei nuovi libri liturgici che disegnano una assemblea liturgica rinnovata per costruire una chiesa di popolo e ministeriale; rafforzare la convinzione che fare liturgia è fare pastorale; disegnare una spazio al rito celebrato nella catechesi che deve farsi iniziatica; occuparsi del rito nella sua dimensione antropologica, in dialogo con le diverse scienze che studiano l’umano e il cristiano, dalla filosofia alla bibbia, dalla storia del culto alla psicologia, dalla ecclesiologia alla sociologia, dalla semiologia ai molteplici linguaggi, verbali e non verbali, del celebrare.

Daniele Piazzi



**  

La Rivista di Pastorale Liturgica è stata concepita ed è nata in contemporanea con la costituzione conciliare sulla liturgia. L’una e l’altra sono state pubblicate a breve distanza temporale nell’autunno del 1963. Fatte ovviamente le debite proporzioni, oso dire che come la costituzione conciliare, anche il primo numero della rivista contiene il DNA, il “patrimonio genetico”, di ciò che sarebbe stato il suo sviluppo negli anni successivi fino ad oggi. Infatti, se guardiamo la seconda pagina di copertina di quel primo numero e leggiamo i nomi dei cinque personaggi che costituiscono la prima Direzione e i nomi dei trentaquattro collaboratori ufficiali (tutti elencati con democratico e rispettoso ordine alfabetico!), si ha l’impressione di trovarci di fronte ad una commissione conciliare di noti esperti. Il desiderio di citarli tutti, o almeno alcuni, è ostacolato dallo spazio e ancora di più dall’imbarazzo della scelta.

Mi limito pertanto a considerare soltanto come in quel primo numero, come in ogni neonato, è già presente quell’identità che contraddistingue la rivista ancora ai nostri giorni: «... rimanere nella scia del movimento liturgico italiano... non essere dei “rimorchiati”, ma dei “rimorchiatori”... accentuare nel miglior modo e nella più valida misura l’aspetto e il valore pastorale della liturgia...» (Presentazione di S.E. mons. Carlo Rossi). «La liturgia è pastorale, e se non è pastorale, non raggiunge il suo fine» (Virgilio Noè).

In un contesto ecclesiale (che il sottoscritto a causa della sua età ha conosciuto e ricorda bene!) nel quale prevaleva nel culto liturgico il rubricismo e il cerimonialismo, quelle parole risuonavano per la maggioranza dei fedeli e anche per molti membri del clero come una “notizia”!

Già in quel primo numero, dopo l’intervento di carattere teologico di V. Noè, e una sintesi dell’iter conciliare della Sacrosanctum Concilium, la rivista nell’imminenza dell’avvento pubblica tre articoli riguardanti questo tempo liturgico: uno di carattere storico; uno di carattere biblico; uno di carattere pastorale e altri interventi sullo stesso argomento di carattere formativo e spirituale. Quattro ambiti ai quali Direzione e Consiglio di Redazione nel corso degli anni sono rimasti fedeli fino ad oggi, aggiustando di volta in volta la “rotta” secondo l’evoluzione delle sensibilità, delle scienze umane per rispondere alle nuove domande e favorire il cammino conciliare della Chiesa.

Mi sento di esprimere un sentimento personale di gratitudine per la grazia inaspettata che da oltre quarant’anni mi ha permesso fino ad oggi di condividere (fra “giganti”!), anche con ruoli di responsabilità, la meravigliosa avventura di RPL che non solo ha segnato la vita della Chiesa postconciliare, ma anche la mia identità di uomo, di cristiano e di pastore. Buon compleanno e lunga vita a RPL.

Silvano Sirboni





© 2023 by Teologi@Internet
Forum teologico fondato da Rosino Gibellini
Editrice Queriniana, Brescia (Italy)

 

 

 

Teologi@Internet: giornale telematico fondato da Rosino Gibellini