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Prendi il largo!
Timothy Radcliffe

Prendi il largo!

Vivere il battesimo e la confermazione

Prezzo di copertina: Euro 28,50 Prezzo scontato: Euro 27,05
Collana: Spiritualità 153
ISBN: 978-88-399-3153-5
Formato: 13,3 x 19,3 cm
Pagine: 384
Titolo originale: Take the Plunge. Living Baptism and Confirmation
© 2013

In breve

Un nuovo libro di Timothy Radcliffe, dallo stile sempre vivace e appassionato, che invita a riscoprire il battesimo. E sprona a essere autentici, a scommettere la propria vita su Cristo: a prendere il largo, insomma, avventurandosi in mare aperto. Soltanto così la fede cristiana potrà prosperare negli anni a venire.

Descrizione

La fede cristiana potrà prosperare soltanto se riscopriremo il battesimo. Ovvero soltanto se sapremo superare sia la sfida del secolarismo, sia la sfida del fondamentalismo religioso. Immergersi nelle acque feconde e salutari del fonte battesimale è fare il grande passo, perché quello è un gesto che condensa in sé i momenti più profondi della vita umana: la nascita, la crescita, l’innamoramento, il coraggio di donarsi agli altri e di sacrificarsi, la ricerca di senso, la sofferenza e il fallimento, la morte e la risurrezione.
«Se coglieremo la bellezza di questo semplice sacramento, la chiesa rifiorirà e sarà vigorosa nell’offrire la buona notizia al mondo in cui viviamo».
I lettori di Timothy Radcliffe, autore di una serie di autentici best-seller, non ne rimarranno delusi.

Commento

«Un libro di ampio respiro, pieno di saggezza e di simpatia. Radcliffe affronta dapprima le esitazioni e le domande pratiche dei nostri contemporanei. Poi, passando in rassegna i riti della liturgia battesimale, discute svariati aspetti della fede cristiana, come la sua identità e le sue sfide permanenti. Nel far questo egli mostra una profonda conoscenza della teologia sacramentale, ma anche una profonda compassione e sollecitudine pastorale per le persone reali. Forte della sua esperienza e della sua cultura, mette in campo un approccio inclusivo, trovando appoggio volta per volta nei vangeli e nell’insegnamento della chiesa. Ma soprattutto mostrandosi sempre lucido e onesto» (da Spirituality).

Recensioni

«Padre Timothy Radcliffe, teologo domenicano, invita il lettore a prendere il largo per riscoprire la bellezza del battesimo e della confermazione. Con stile vivace e appassionato padre Timothy afferma che quando ci s'immerge nelle acque feconde e salutari del fonte battesimale si fa il grande passo verso Dio, perché in quel gesto sono condensati i momenti più profondi della vita umana: nascita, crescita, innamoramento, coraggio di donarsi agli altri e di sacrificarsi, ricerca di senso, sofferenza e fallimento, morte e risurrezione. Con stile inclusivo padre Radcliffe affronta svariati aspetti della fede cristiana mostrando una profonda conoscenza della teologia sacramentaria, ma anche una profonda compassione e sollecitudine pastorale per le persone. La fede cristiana potrà prosperare soltanto se saprà superare sia la sfida del secolarismo, sia la sfida del fondamentalismo religioso».


T. Cesarato, in Vita Pastorale 10/2013, 91

«Non capita spesso di essere di fronte a un page turner quando si leggono i libri su tematiche religiose. Ma il volume di Timothy Radcliffe fa parte di queste poche eccezioni. È un libro che cattura l’attenzione dalla prima all’ultima pagina. […] Il fascino dell’approccio di Radcliffe risiede nel fatto che per lui la teologia non è sinonimo di archeologia. Con stile e acribia il teologo domenicano riesce a coniugare il dato di fede con la poesia, la letteratura, con esempi cinematografici, episodi personali e con tanto umorismo. Tornando però all’andamento del libro, il progetto di Radcliffe prende le varie tappe della celebrazione liturgica e cerca di arricchirle e di approfondirle con il suo bagaglio culturale e teologico impressionante. Tutto con una capacità divulgativa e comunicativa lodevole. […] Il primo capitolo del libro, sul diventare bambini in Cristo, e l’ultimo capitolo sulla confermazione, che tratta del crescere e del diventare adulti, costituiscono un’inclusione narrativa e lo spazio di storia in cui si sviluppa la riflessione del teologo londinese. Seppure gli argomenti di fondo siano i due sacramenti appena menzionati, l’opera è molto più di un’introduzione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana. È piuttosto un cammino ricco nelle varie sfumature dell’essere cristiani nel mondo di oggi. È un dialogo aperto e fresco con la storia della salvezza che ci chiama ad essere responsabili della fede e nella fede raccontandoci di "un amore che apre le porte e ci mette su strade lontane da casa perché possiamo arrivare alla nostra vera dimora" (p. 61). Così si affrontano tematiche come la devozione ai santi, la religione e la violenza, la questione del diavolo, il problema della povertà nel mondo, la prassi dell’amore cristiano, il senso del digiuno, lo zelo della testimonianza ecc.».


www.zenit.org del 3 giugno 2013

«Un’appassionata analisi sul significato dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, in particolare battesimo e confermazione alla ricerca della loro incidenza sulla vita dei cristiani» (Maria Teresa Pontara Pederiva). 




VaticanInsider del 5 giugno 2013

«Un itinerario – percorso con la lievità, la simpatia e l’acutezza tipiche dell’Autore – attraverso la celebrazione del battesimo cristiano (e della confermazione), alla scoperta del racconto che il rito inscena per esprimere "il dramma della pienezza della vita in Cristo". Scritto da un cattolico, "nella speranza che possa essere utile anche ai cristiani di altre confessioni", il volume non si prefigge un’esposizione sistematica della teologia del sacramento. L’Autore intende piuttosto "toccare l’immaginazione con la grande avventura dell’essere vivi in Dio", ritenendo questa la vera sfida del tempo presente alla trasmissione della fede. Da consigliare».


M.E. Gandolfi, in Il Regno 10/2013, 302

«Prendere il largo significa scommettere la propria vita su Cristo e avventurarsi nel mare aperto dell’amore, del dono di sé, della scoperta del senso della vita, della Croce che ci salva. Proprio passando in rassegna i momenti della liturgia battesimale, Radcliffe ripropone all’attenzione dei lettori i contenuti salienti del cristianesimo, che si manifesta soprattutto nell’ amore e nella misericordia».


M. Schoepflin, in Toscana Oggi dell’8 settembre 2013, 18

«Padre Radcliffe scrive con un linguaggio in grado di rivolgersi a tutti e uno stile che richiama da vicino quello di papa Francesco: non il linguaggio teologico che si ferma agli addetti ai lavori, bensì quello che raggiunge il cuore e la mente degli uomini d’oggi, con un’attenzione costante alla sensibilità di quanti sono più lontani o, almeno, sulla soglia».


M.T. Pontara Pederiva, in Vita Trentina del 30 giugno 2013

Prima dei princìpi il kerymga, e cioè l'annuncio del Vangelo. È il cuore della teologia di Timothy Radcliffe, maestro dell'ordine domenicano tra il 1992 e il 2001. Inglese, vive a Oxford nella Blackfriars Hall, istituzione dei domenicani dove è visiting professor il filosofo Roger Scruton. E nonostante porti avanti tesi ardite  -  ad esempio la possibilità di matrimonio per i sacerdoti  -  quando gira il mondo non viene accolto come il classico "teologo del dissenso". Piuttosto, come uno studioso che dal cuore del cristianesimo occidentale sa pungolare la Chiesa perché si apra alla contemporaneità in modo intelligente. Prendi il largo, non a caso, è il titolo del suo ultimo lavoro pubblicato in Italia da Queriniana. Ma ha appena pubblicato per Emp anche Sguardi sul cristianesimo con Armando Matteo, e nei prossimi mesi uscirà per Editrice Missionaria Italiana un saggio sull'attualità della parola di Dio "che è anche per i manager della City".

Padre, lei invita la Chiesa a "prendere il largo". Fino a dove?

"Prima di decidere fino a dove, occorre domandarsi da dove partire. Spesso chi ha rinnovato la Chiesa non era sacerdote: san Benedetto, san Francesco, santa Caterina da Siena. La Chiesa può trovare nuove energie soltanto se si riconosce come comunità di battezzati. "Prendere il largo" significa riconoscere che basta il battesimo per partecipare della morte e risurrezione di Cristo. Quando venne chiesto a Wojtyla quale fu il giorno più bello della sua vita, rispose: "Il giorno in cui fui battezzato"".

Spesso la gente sente la Chiesa lontana, troppe regole, troppi precetti. È così?

"Tutti dovrebbero sentirsi a casa nella Chiesa. Gesù accoglie tutti, esattori delle tasse  -  i nostri banchieri di oggi  -  , le prostitute. Ma come può la Chiesa accogliere tutti e insieme offrire una visione morale per tutti? Papa Francesco dice che il pastore deve "sentire l'odore delle pecore". Significa che la Chiesa deve conoscere le domande della gente dal di dentro, come se fossero sue. Per esempio, siamo in grado di offrire un'autentica parola sull'omosessualità soltanto se siamo vicini alle persone gay. L'insegnamento morale deve essere offerto all'interno di un'amicizia. Altrimenti è moralismo".

Lei sostiene la possibilità che i preti si sposino. È una strada percorribile a Roma?

"Ci sono già molti sacerdoti cattolici sposati, ad esempio molti preti anglicani convertiti al cattolicesimo. Se il celibato è vissuto con generosità, è il segno di una bella vocazione, è un segno profondo di una vita dedicata a Dio e al suo popolo. Se, dunque, il celibato cessasse di essere la norma per i sacerdoti, si perderebbe qualcosa di meraviglioso. Ma insieme, anche un clero sposato saprebbe dare qualcosa di bello in un modo nuovo: sacerdoti che vivono il matrimonio e un'esperienza di genitorialità. I preti esistono per servire il popolo di Dio e quindi sarebbe opportuno chiedere a loro che tipo di sacerdote intendano essere".

Diversi vescovi in udienza dal Papa gli parlano del problema dei divorziati risposati. È possibile ripensare al divieto di ricevere l'eucaristia?
"Il matrimonio è un segno della fedeltà di Dio al suo popolo in Cristo. Dobbiamo fare di tutto per sostenerlo come un impegno per la vita. Ma viviamo in una società fluida e di relazioni a breve termine. Le persone si spostano, cambiano casa, lavoro. Vivono continui cambiamenti. Spesso risulta difficile sostenere un matrimonio. Non si può giudicare nessuno. Penso che i divorziati risposati non debbano essere esclusi in modo permanente dalla comunione. Hanno bisogno della grazia del sacramento, come tutti. Nella Chiesa tante persone sono state escluse dalla comunione perché non rimasero fedeli in tempi di persecuzione. Ma talmente tanti furono gli emarginati che la disciplina dovette cambiare. Credo che anche oggi occorrerebbe cambiare".

A ottobre arriveranno a Roma otto cardinali, presieduti da Oscar Maradiaga suo grande amico, che supporteranno il Papa nell'esercizio del governo. È una svolta epocale nel segno della collegialità?

"Per secoli la Chiesa dovette combattere contro i monarchi e gli Stati potenti per preservare la propria libertà, da Costantino fino a Napoleone e, più recentemente, con le grandi ideologie. Per questo il papato è diventato anch'esso un po' una monarchia. Ma non possiamo rimanere prigionieri delle battaglie passate. Francesco si è presentato come un condiscepolo e come il vescovo di Roma. Vuole che il Papa operi all'interno del collegio dei vescovi. Gli otto cardinali possono aiutarlo a fare questo. Benedetto XVI ha scritto pagine splendide su come la Chiesa può diventare più trinitaria. Francesco sta cercando di indirizzare la Chiesa in quella direzione, liberandola da una struttura monarchica che non è più adeguata".

La curia romana ha trascorso mesi non facili. Il "caso Vatileaks" ha mostrato una crisi evidente di governance. Serve una riforma?

"Abbiamo bisogno di una Chiesa meno centralizzata, con più libertà di iniziativa per le Chiese locali. Il cardinale Basile Hume, ex arcivescovo di Westminster, diceva che abbiamo bisogno di un cambiamento fondamentale nelle strutture della Chiesa. E un Vaticano servitore del Papa e dei vescovi e non il contrario".
In Repubblica.it