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Riforma 1517-2017
Dorothea Sattler, Volker Leppin (edd.)

Riforma 1517-2017

Prospettive ecumeniche

Prezzo di copertina: Euro 12,50 Prezzo scontato: Euro 10,60
Collana: Giornale di teologia 390
ISBN: 978-88-399-0890-2
Formato: 12,3 x 19,5 cm
Pagine: 128
Titolo originale: Reformation 1517-2017. Ökumenische Perspektiven. Für den Ökumenischen Arbeitskreis evangelischer und katholischer Theologen
© 2016

In breve

Editoriale di Cristiano Bettega

È il testo-guida per la ricorrenza dei cinquecento anni della Riforma nel 2017. Un contributo decisivo, cattolico e protestante, per confrontarsi in modo critico e costruttivo su cosa va inteso oggi per “Riforma”.
Il saggio è l’esito di uno studio pluriennale del Gruppo ecumenico di lavoro formato da teologi evangelici e cattolici nelle aree di lingua tedesca, la cui ricezione ha un respiro e una valenza internazionale.

Descrizione

Nel 2017 si tengono le celebrazioni per i cinquecento anni dall’avvio della Riforma.
Questo libro mette in evidenza l’importanza e il significato teologico di quell’evento, spiegando quale dev’essere l’odierna visione della Riforma. Realizza anzitutto una ricostruzione storica dei complessi avvenimenti del XVI secolo, basata su uno studio pluriennale svolto con autentico spirito ecumenico. In un secondo momento prende spunto dalla Riforma per definire, in una prospettiva sistematico-teologica, la natura dell’unica chiesa, trattando in modo critico e costruttivo le attuali sfide in campo ecumenico.
Questo libro si propone allora autorevolmente quale testo-guida per la grande ricorrenza. Costituisce un contributo decisivo, cattolico e protestante, a livello ufficiale, per confrontarsi su quale sia oggi il modo corretto di intendere la “Riforma”.
Il saggio è l’esito di uno studio realizzato fra il 2009 e il 2014 dal Gruppo ecumenico di lavoro formato da teologi cattolici ed evangelici, équipe presieduta da Karl Lehmann, arcivescovo cattolico emerito di Mainz, e da Martin Hein, vescovo della chiesa evangelica di Kurhessen-Waldeck.

Recensioni

Il Gruppo ecumenico di lavoro formato da teologhe e teologi evangelici e cattolici presenta in questo volume il risultato di una serie di studi compiuti tra il 2009 e il 2014 in preparazione dell'anniversario della Riforma protestante del 1517. Dorothea Sattler, cattolica, e Volker Leppin, evangelico, sono i responsabili per l'aspetto scientifico dei vari contribuiti qui raccolti, che si collegano sia alla Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione del 1999, sia al documento Dal conflitto alLa comunione del 2013.

Nell'ampia introduzione (pp. 22-41) i due curatori mostrano il grande lavoro compiuto dal Gruppo ecumenico nei decenni precedenti nel rivedere in nuova luce la storia della Riforma e la persona di Lutero, nonché le condanne dell'epoca tridentina. Basti pensare che nella collana Dialog der Kirchen [«Dialogo delle chiese»] sono già stati pubblicati ben sedici volumi.

Consapevoli della complessità del tema in vista di un'auspicata comune celebrazione del 2017, i due curatori illustrano anzitutto le radici storiche che hanno portato alla nascita della Riforma luterana e al sorgere delle moderne chiese confessionali (pp. 49-77). Seguono poi delle riflessioni sistematiche (pp. 78-92), che sottolineano la Riforma come categoria teologica, fatta propria anche dal concilio Vaticano Il: "Ecclesia est semper reformanda et purificanda».

Infine, le sfide ecumeniche vere e proprie sono analizzate nell'ultimo capitolo (pp, 92-118) che mostra come alcune intuizioni riformatrici sono state accolte nella chiesa cattolica (ad esempio, il primato della parola di Dio) e, viceversa, come alcune intuizioni cattoliche sono state recepite nelle chiese evangeliche (ad esempio, la necessità e l'importanza di un accordo sul significato e il ministero del vescovo di Roma).

Un altro aspetto comune alle confessioni cattoliche ed evangeliche è oggi il confronto e il dialogo con le altre religioni, in particolare con la tradizione ebraica, che è la «radice» da cui proviene il cristianesimo. In particolare è urgente il tema dell'«assenza» di Dio nella cultura secolarizzata del nostro tempo e in questo ambito la testimonianza di tutte le chiese cristiane è quanto mai indispensabile e tanto più credibile quanto più sarà una testimonianza comune. Così pure una delle opportunità che la celebrazione del 2017 offre è di promuovere intensamente la lettura e la conoscenza della sacra Scritture sia individualmente che in piccoli gruppi di «ascolto della Parola», che si vanno diffondendo sempre più anche in ambito cattolico. Si tratta di «puriflcare le memorie», perché ora, come ha detto il card. W. Kasper, è il tempo di «raccogliere i frutti» dei molti dialoghi ecumenici avvenuti dal concilio Vaticano II tra la chiesa cattolica, la chiesa anglicana e tutte le altre chiese nate dalla Riforma luterana.

I 500 anni dall'inizio della Riforma sono un'occasione da non perdere per fare un passo in avanti verso la riconciliazione e la comunione delle chiese cristiane.


L. Dal Lago, in CredereOggi 219 (3/2017) 222-224

Per la ricorrenza dei cinquecento anni dalla Riforma protestante, Cristiano Bettega nell’editoriale introduce la lettura di Riforma 1517-2017. Prospettive ecumeniche indicando due auspici: in primo luogo, che da parte cattolica si riconosca l’istanza genuinamente religiosa di Lutero e la grandezza della sua figura nella storia e nell’attualità dell’Europa e del mondo; in secondo luogo, che ci sia una «maggiore accoglienza reciproca tra cristiani, pur appartenendo a chiese diverse, accoglienza che oltretutto sarebbe in grado di avere risvolti importanti nella società multiculturale e multireligiosa di oggi» (pp. 13-14).

Il testo Riforma 1517-2017 non intende renderci un po’ meno estranei a Lutero, né introdurci alle questioni da lui sollevate. Delinea, invece, gli esiti degli studi compiuti dal 2009 al 2014 dal gruppo ecumenico di lavoro Ökumenische Arbeitskreis evangelischer und katholischer Theologinnen und Theologen (ÖAK) – composto complessivamente da 65 teologhe e teologi evangelici e cattolici, 37 di parte evangelica (di cui 14 per corrispondenza) e 28 di parte cattolica (di cui nove per corrispondenza e uno come ospite permanente) – i cui risultati furono sottoscritti all’unanimità da tutti i membri. I curatori della pubblicazione sono i coordinatori scientifici dell’ÖAK, Volker Leppin e Dorothea Sattler i quali, assumendosi la responsabilità del contenuto dell’introduzione (pp. 21-41), delineano le condizioni e la preistoria del lavoro svolto in modo da facilitarne la lettura.

Il testo è suddiviso in quattro punti: Terminologia (pp. 46-49); Prospettive storiche (pp. 49-77); Prospettive sistematiche (pp. 78-92); Sfide ecumeniche (pp. 92-118).

Con l’avvicinarsi del 2017, il lavoro vuole offrire un contributo per una comprensione ecumenica della Riforma. Infatti questa ricorrenza se per alcuni – di parte evangelica – è un’occasione per celebrare i successi e i buoni frutti della Riforma, per altri – di parte cattolica – è un momento per mettere a fuoco la perdita dell’unità della chiesa. Se ciò può sembrare naturale, è comunque opportuno che ciascuna delle due confessioni rifletta in maniera autocritica su entrambi gli aspetti della Riforma, in modo da giungere a un’interpretazione teologica adeguata e a un ulteriore approfondimento del dialogo ecumenico. A tale scopo, il punto piú interessante dello studio è il quarto perché mette in evidenza le sfide attuali al dialogo ecumenico: l’aumento della mobilità delle persone sta influenzando notevolmente gli ambienti confessionali ancora esistenti; la crescente pluralizzazione delle forme di vita di cristiane/i e delle chiese in tutto il mondo sta ponendo la domanda se si stia andando verso un aumento della secolarizzazione delle società e un allentamento del legame tra i cristiani e le loro chiese, oppure se la diversificazione possa essere occasione di un ri-orientamento nella comune fede cristiana. Le situazioni confessionali, insomma, stanno mutando. Il gioco tra maggioranze e minoranze confessionali varia a seconda del contesto geografico e culturale, e il futuro del movimento ecumenico richiede da entrambe le parti che la riflessione sulla propria identità confessionale vada «di pari passo con la reciproca volontà di lasciarsi mettere in discussione e ispirare dagli altri. Si tratta di una sfida che mira a cogliere e apprezzare i punti di forza delle altre differenti tradizioni ecclesiali, rimanendo tuttavia in posizione critica costruttiva» (p. 95). In questo senso «il movimento ecumenico può essere visto, sul piano generale, come un continuo processo dialettico di delimitazione e di avvicinamento, di autodefinizione e di autocritica» (p. 99).

Di conseguenza, gettando lo sguardo in avanti, è quanto mai decisivo che nella chiesa cattolica si accettino le intuizioni riformatrici (pp. 99-102) e che nelle chiese evangeliche continui la recezione delle intuizioni cattoliche (pp. 102-105). Esistono tuttavia alcune questioni aperte relative alle forme visibili delle chiese in un contesto di secolarizzazione. Se le diverse confessioni finora si sono occupate dell’illuminismo e della modernità in modo diverso, ora occorre affrontare le conseguenze della secolarizzazione, chiedendosi sia quali forme coerenti dare alla divisione dei poteri, sia come rispondere alla domanda di partecipazione, di uguaglianza di genere e di riconoscimento dei diritti umani. Sono sfide comuni che invitano a guardare al 2017 come occasione per una celebrazione gioiosa della Riforma e per una riflessione autocritica da entrambe le parti.

Il testo, concludendo, è strumento utile e prezioso per conoscere il cambiamento avvenuto nella percezione ecumenica di Lutero, per ritrovare ulteriori motivi di lavoro comune e per rafforzare lo spirito di comunione tra le chiese evangeliche e la chiesa cattolica.


G. Zambon, in Studia Patavina 64 (1/2017) 185-186

Nel 2017 si tengono le celebrazioni per i cinquecento anni dall’avvio della Riforma. Riforma 1517-2017. Prospettive ecumeniche mette in evidenza l’importanza e il significato teologico di quell’evento, spiegando quale dev’essere l’odierna visione della Riforma. Realizza anzitutto una ricostruzione storica dei complessi avvenimenti del XVI secolo, basata su uno studio pluriennale svolto con autentico spirito ecumenico. In un secondo momento prende spunto dalla Riforma per definire, in una prospettiva sistematico-teologica, la natura dell’unica chiesa, trattando in modo critico e costruttivo le attuali sfide in campo ecumenico.

Questo libro si propone allora autorevolmente quale testo-guida per la grande ricorrenza. Costituisce un contributo decisivo, cattolico e protestante, a livello ufficiale, per confrontarsi su quale sia oggi il modo corretto di intendere la “Riforma”. Il saggio è l’esito di uno studio realizzato fra il 2009 e il 2014 dal Gruppo ecumenico di lavoro formato da teologi cattolici ed evangelici, équipe presieduta da Karl Lehmann, arcivescovo cattolico emerito di Mainz, e da Martin Hein, vescovo della chiesa evangelica di Kurhessen-Waldeck.


In ReteSicomoro.it 12 maggio 2017

Un testo-guida per la ricorrenza dei cinquecento anni della Riforma nel 2017. Un contributo decisivo, cattolico e protestante, per confrontarsi in modo critico e costruttivo su cosa va inteso oggi per "Riforma". Il saggio è l'esito di uno studio pluriennale del Gruppo ecumenico di lavoro formato da teologi evangelici e cattolici nelle aree di lingua tedesca. Il libro realizza anzitutto una ricostruzione storica dei complessi avvenimenti del XVI secolo; prende poi spunto dalla Riforma per definire, in una prospettiva sistematico-teologica, la natura dell'unica Chiesa, trattando in modo critico e costruttivo le attuali sfide in campo ecumenico.
L. Cabbia, in Rogate Ergo 1/2017

È il testo-guida per la ricorrenza dei cinquecento anni della Riforma nel 2017. Un contributo decisivo, cattolico e protestante, per confrontarsi in modo critico e costruttivo su cosa va inteso oggi per “Riforma”.


In Progetto di Comunità Aperta 1/2017

El libro que presentamos contiene la descripción de un largo proceso de estudios ecuménicos sobre la Reforma y el sentido realmente ecuménico que su "celebración", el 31 de octubre de 2017, puede tener. Es un estudio importante, diría yo, porque expone detalladamente el largo proceso realizado para investigar el sentido ecuménico que el recuerdo de los quinientos años de la Reforma puede y de be tener para el conjunto de la ecúmene.

Así, estamos ante los resultados -aceptados por unanimidad- de un estudio realizado entre 2009 al 2014 por el equipo ecuménico de trabajo formaclo por teólogos católicos y evangélicos, presidido por el arzobispo católico emérito de Maguncia, Cardenal Karl Lehmann y el obispo de la iglesia evangélica de Kurhessen-Waldeck, Martin Heim (lista de los miembros católicos y evangélicos, cfr. pp. 119-122). Los teólogos Dorothea Sattler, católica, profesora en Münster y Volker Leppin, evangélico docente en Tübingen, han preparado este detallado informe. Veamos de qué se trata.

Se trata de una contribución católica y evangélica sobre cómo debe ser hoy el modo correcto de entender la Reforma: "Es urgente una comprensión siempre más críticamente objetiva de la Reforma "y "es un asunto que toca a todos los creyentes" (p.6). Este texto "puede seguramente ayudar a madurar una valoración más objetiva de la Reforma" (p. 6). Además, hoy día contamos ya con ciertos puntos firmes, fruto de los diálogos inter-confesionales, en que católicos y evangélicos estamos de acuerdo:

1. "Las condenas y las acusaciones que católicos y protestantes se han lanzado en el pasado, hoy no pueden ya ser consideradas de modo simple un elemento de separación entre las iglesias: por consiguiente es un imperativo moral la búsqueda constante, paciente, tenaz, no tanto de un coser un desgarro, sino más bien hacer un camino de conocimiento y de escucha recíproco" (p. 9 s.).

2. Se trata, en el fondo, de aceptar que la conversión constituye una perenne "categoría teoIógica". Por eso, "trabajar continuamente para la reforma de la iglesia es un deber de todos los cristianos" (p. 10).

3. Por último, se puede constatar que "estú en curso una fuerte comprensión ecuménica de la Reforma" (p. 11).

Antes de hablar de las perspectivas ecuménicas de la celebración de la Reforma y de las propuestas concretas que tienen sentido para esta celebración, los presentadores del proceso de este estudio nos ofrecen la historia del proyecto (pp. 25-28), las preocupaciones fundamentales de este grupo ecuménico (pp.28-37) y el papel teológico de presente estudio (pp. 37-41).

La metodología utilizada por este grupo y en este proceso se ha manifestado útil en el importante documento la "'Declaraciòn conjunta sobre la doctrina de la justificación (1999)" y se refleja también en el reciente documento “Del conflicto a la comunión" (2013) (p. 38). Al final de la introducción escrita por los editores de este estudio (pp. 21-41), se afirma algo importante que condicionará las propuestas ecuménicas del último capítulo sobre los retos ecuménicos de la celebración de la Reforma en el ano 2017.

Así, hoy día, aumenta la idea de "'la pluralidad de las iglesias como motivo de aprecio, más que como una razón ec preocupación" (p. 40). Y la razón está en las diversas opiniones acerca de las diferencias sobre la definición del objetivo del ecumenismo y ante la pregunta de saber en qué consiste la unidad visible de la iglesia. Ante estas dos constataciones, la unidad de este estudio está en que ofrece a) una síntesis conjunta de la reconstrucción historica de los sucesos del siglo XVI y b), en combinación con las preguntas fundamentaIes de la eclesiología bajo el punto de vista de la necesidad de una reforma de la iglesia y de la capacidad de reforma de todas las iglesias. "En la ÖAK (Ökumenische Arbeitskreis evangelischer und katholischen Theologinen und Theologen) existe consenso sobre esta afirmación eclesiológica de principio" (p. 41).

En el capítulo sobre las perspectivas históricas (pp. 41-77) se desarrollan de común acuerdo temas tan importantes como: "Los presupuestos del tardío medioevo" (pp. 49-56); "El desarrollo de la Reforma" (pp. 56-68); "Los esfuerzos para lograr un acuerdo" (pp.68-71) y "El nacimiento de las modernas iglesias confesionales" (pp. 71-77).

En el capítulo sobre las perspectivas sistemáticas (pp. 77-92), se desarrollan importantes consideraciones y afirmaciones teológicas sobre: "La Reforma como categoría teológica" (pp. 78-80): "Los atributos de la iglesia como criterios para su renovación" (pp. 80-83); "Ecclesia est semper reformanda et purificanda" (pp.84-86) y "Especificidades confesionales y convergencias" (pp.86-92).

El ultimo capítulo -"Retos ecuménicos" (pp. 92-118)-, comienza analizando y valorando la pluralidad confesional y la "Carta Ecuménica Europea" del año 2001, para pasar luego a dos aspectos tal vez menos conocidos por el público español, pero de gran interés ecuménico. Estos dos aspectos son:

1. "La aceptación de intuiciones reformadoras en la iglesia católica" (pp. 99-102).

2. "lntuiciones católicas recibidas en las iglesias evangélicas" (pp. 102-105).

Finalmente, para concretar la praxis ecuménica para el futuro, este informe propone la aceptación de los retos comunes en la sociedad de hoy "en el cuadro caracterizado por el viejo y nuevo ateísmo, por el agnosticismo y por la indiferencia religiosa": "las teorías y los desarrollos culturales"; "los temas de ética en la discusión social" (p.108); "tener presente la diversidad de las religiones" (p.l09) y tener en cuenta que "hoy las iglesias hablan con una sola voz sobre muchos aspectos que tocan la justicia, la paz y la salvaguarda del creado” (p. 110).

De cara a las celebraciones de año 2017 hay que decir, en primer lugar, que "la reflexión sobre la Reforma refuerza el ecumenismo y la teología ecuménica" (p.113).

Hay que evitar, con todo, una interpretación que sirva para confirmar la propia identidad confesional, conservar estereotipos o hacer fructificar intereses contemporáneos o confesionales.

Debería estar en primer plano:

-"una memoria crítica de las consecuencias no queridas, es decir, la división de la cristiandad occidental'

-y del tentativo reformador dc Lutero para renovar toda la iglesia en eI espíritu del Evangelio" (p.114).

La conclusión de todos los años de estudio y de diálogo presentados en este libro, y aceptada unánimemente, merece ser citada y meditada profundamente:

"La conmemoración de la Reforma es un evento ecuménico por medio del cual puede profundizarse la comunión entre la iglesia evangélica y la iglesia católica. En esta celebración puede manifestarse que entretanto, como consecuencia del intenso trabajo ecuménico y de las múltiples colaboraciones, las cosas comunes de las iglesias son con mucho superiores a las diferencias que aún permanecen. La comunión puede ser vigorizada a partir de la reflexión sobre las tareas que hoy se ponen conjuntamente a las iglesias en eI espíritu reformador: anunciar el evangelio, explicar de modo claro a las personas la Sagrada Escritura como libro de la vida, recordar la responsabilidad de todas las cristianas y de todos los cristianos hacia el prójimo vecino y lejano, reforzar el testimonio común de las iglesias en las instituciones políticas y alabar en todo al Dios triuno como origen y fin de toda vida" (p.117s.).


H. Vall, in Actualidad Bibliografica 2/2016, 161-163

«Un atteggiamento di riforma è costitutivo di tutta la cristianità»: così nella prefazione scrive Cristiano Bettega, direttore dell'Ufficio nazionale della Cei per l'ecumenismo. Il libro - che raccoglie gli studi del Gruppo ecumenico di lavoro composto da teologi evangelici e cattolici di lingua tedesca – ci narra i cinquecento anni della Riforma luterana e sfata un certo pregiudizio, duro a morire, che questa non ci riguardi.
Proponendosi come guida per la grande ricorrenza, il testo fornisce un formidabile contributo per confrontarsi su quale sia oggi il modo più corretto di intendere la "Riforma".
In Jesus 11/2016

500 anni dal fatidico 31 ottobre 1517, giorno in cui, secondo la tradizione, Martin Lutero affisse sul portale della chiesa di Wittenberg le sue 95 Tesi, dando inizio all’«altro cristianesimo»: la Riforma protestante. Gli autori delineano quale dovrebbe essere la prospettiva tramite cui capire e accogliere, in spirito ecumenico, quell’evento che ha trasformato il volto del mondo. Il saggio, frutto di uno studio realizzato fra il 2009 e il 2014 che ha visto all’opera teologi cattolici e protestanti, offre a tutti cristiani, al di là della confessione di appartenenza, un contributo decisivo a livello ufficiale su quale sia la maniera più corretta di intendere un cristianesimo che, nella dottrina della sola grazia mediante la fede, ancora ci interroga.
In Il Regno 18/2016, 546

La Sala Stampa della Santa Sede ha comunicato che il prossimo 31 ottobre papa Francesco sarà a Lund, in Svezia: prenderà parte ad una cerimonia congiunta in programma fra la Chiesa Cattolica e la Federazione luterana mondiale, per commemorare il 500.mo anniversario della Riforma, che cade nel 2017. L’incontro sarà presieduto dal pontefice, dal vescovo Munib Younan e dal reverendo Martin Junge, rispettivamente presidente e segretario generale della Federazione luterana mondiale.

Per accompagnare questo viaggio ecumenico, l’editrice Queriniana di Brescia ha pubblicato in questi giorni il 390.mo volume della prestigiosa e preziosa collana «Giornale di teologia». Si intitola Riforma 1517-2017. Prospettive ecumeniche. Sono 124 pagine di facile lettura. Sono già apparse due anni fa per i lettori di lingua tedesca ed inglese.

L’edizione italiana è introdotta da un editoriale del trentino don Cristiano Bettega, nativo del Primiero, docente di teologia dogmatica presso lo Studio teologico accademico di Trento e direttore del Centro diocesano per le vocazioni. Due anni fa il Consiglio episcopale permanente della CEI ha nominato don Bettega coordinatore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e in questa veste egli presenta ora la pubblicazione che fa il punto sulle relazioni tra le chiese cristiane e può servire da utile manuale per capire le parole e i gesti che il papa dirà e compirà in occasione della ricorrenza del quinto centenario della Riforma di Lutero.

«Ma noi che cosa abbiamo a che fare con Lutero? - comincia col chiedersi don Bettega -. Se con le sue prese di posizione egli si è autoescluso dalla chiesa cattolica mettendosi quindi dalla parte dell’eretico, questa è stata una scelta sua e le conseguenze di questa scelta non riguardano certo noi!». È, questo, un modo di pensare piuttosto diffuso, soprattutto in casa cattolica e particolarmente radicato in Italia.

Don Bettega vi risponde subito auspicando «una comprensione sempre più criticamente oggettiva della Riforma. È tempo di conoscerla a fondo, ... di superare il luogo comune che fa della Riforma semplicemente un evento sciagurato, paragonabile a una sorta di peste che ha colpito la chiesa, l’Europa e il mondo all’inizio dell’epoca moderna, è un affare che riguarda tutti i credenti».

Lutero, come Zwingli e Calvino, non aveva intenzione di dividere la chiesa, ma di rinnovarla nello spirito del vangelo. La responsabilità della spaccatura della cristianità sta anche dalla parte cattolica. Ha scritto recentemente il cardinale Walter Kasper, una delle voci più ascoltate dell’attuale rinnovamento ecclesiastico: «La responsabilità nella colpa l’ha riconosciuta già papa Adriano VI per voce dei suoi legati alla dieta di Norimberga nel 1523».

E lo riconoscono oggi la cattolica Dorothea Sattler e l’evangelico Volker Leppin, autori del libro presentato da don Bettega, i quali parlano a nome del Gruppo ecumenico di lavoro formato da teologhe e teologi evangelici e cattolici, istituito nel 1946, che da cinque anni lavora a preparare una commemorazione congiunta dell’anniversario del 2017. Da parte cattolica hanno fatto parte del Gruppo lo stesso Kasper, ma anche Joseph Ratzinger (papa Benedetto XVI) e Karl Rahner, che è stato ascoltato ispiratore e animatore del concilio Vaticano II.

La città di Lund è famosa per la sua università ed è chiamata «città delle idee». Ogni due dei suoi abitanti (82 mila) c’è uno studente universitario (più di 40 mila). La cattedrale luterana è stata resa famosa nel mondo dal film «Il posto delle fragole» di Ingmar Bergman, che ha fatto celebrare in questo tempio la premiazione per i 50 anni di professione medica del protagonista, il dottor Isak Borg. Nella stessa cattedrale il 31 ottobre avrà luogo la cerimonia commemorativa dei 500 anni della Riforma.

La commemorazione ecumenica comune, spiega il comunicato congiunto, è il punto di arrivo del processo di ricezione del documento «Dal conflitto alla comunione», approvato dalle due parti nel 2013. È il primo tentativo delle comunità luterane e cattoliche di descrivere insieme, a livello internazionale, la storia della Riforma e delle sue intenzioni. Ed è anche, dopo cinque secoli, il primo strumento liturgico comune. La celebrazione culminerà infatti con la «Common Prayer» (Preghiera comune), che è stata precedentemente inviata alle chiese membri della Federazione luterana mondiale e alle Conferenze episcopali cattoliche.

Nella Preghiera si sottolineano i temi del rendimento di grazie, del pentimento e dell’impegno alla testimonianza condivisa, «al fine di esprimere i doni della Riforma e chiedere perdono per le divisioni seguite alle dispute teologiche».

Don Bettega individua tre punti fermi del nostro rapporto con la Riforma luterana:

1. Oggi non possono più essere considerate un elemento di separazione delle chiese le condanne e le accuse che cattolici e protestanti si sono lanciati nel passato. Lutero non è arrivato nell’Europa del XVI secolo come un fulmine a ciel sereno; egli è diventato, forse senza rendersene conto, il portavoce di una diffusa esigenza di rinnovamento di una «ecclesia semper reformanda et purificanda» (di una chiesa che deve essere sempre riformata e purificata). Anche e soprattutto oggi.

2. Lutero ha incarnato un anelito di conversione evangelica, cosa tutt’altro che tramontata. «La chiesa si trova sempre nella tentazione di divergere dalla sua forma genuina, dalla sua autenticità come chiesa di Gesù Cristo, e perciò deve essere ricondotta alla sua origine da un’azione riformatrice e deve recuperare nella sua fonte in Gesù Cristo l’autenticità che ha perso», scrivono gli autori di «Riforma 1517-2017».

3. La partita, però, si gioca sulla «conversione di tutti, non soltanto degli altri, alla piena verità di Gesù Cristo» (Kasper). L’anniversario della Riforma è un’occasione unica e preziosa per fare assieme questo passo e può inaugurare la stagione di «una ragionevole coesistenza delle confessioni».

Se i cattolici, nella società multiculurale e multireligiosa di oggi, riuscissero a capire che il pensiero e l’azione di Lutero riguardano anche noi, e non poco, sarebbe un gran passo avanti. «Un sentimento di accoglienza e non di sospetto verso i “fratelli cristiani separati - conclude don Bettega - aiuterà sicuramente tutti ad avere un atteggiamento analogo anche nei confronti di altri fratelli - emigrati, stranieri, profughi, antichi e nuovi poveri, disadattati, ammalati... Cattolico non è principalmente colui che appartiene alla Santa Romana Chiesa: cattolico è soprattutto colui che non innalza barriere, ma costruisce ponti; colui che cerca ostinatamente la via dell’unità».


G. Poletti, in L’Adige 7 ottobre 2016